Stampa

Intervista all’ex capitano gialloverde

Tra poco meno di un mese sarà protagonista, come accade da qualche anno a questa parte, di una finale di hockey pista, alla ricerca dell’ennesimo alloro da mettere in bacheca. Stiamo parlando di Samuele De Pietri, capitano e goleador dell’Amatori Vercelli nella scorsa stagione, ora in forza al Molfetta guidato da Pino Marzella e pronto per disputare le Final Eight di serie B. In palio la promozione in A2, obiettivo che De Pietri vorrebbe centrare per diversi motivi: «Innanzitutto perché il Sud meriterebbe di avere una squadra in A – dice Samuele al telefono – In secondo luogo per la società e per i tifosi. A Molfetta ho trovato un ambiente straordinario, gente solare e dirigenti preparati, che non ti fanno mancare nulla. Anche l’allenatore mi è parso rigenerato dopo l’esperienza stressante della passata stagione». Pronto, dunque, per affrontare tre giorni (dal 3 al 5 maggio, a Castiglione della Pescaia – ndr) che potrebbero riportare una squadra del Sud Italia nell’hockey che conta? «Assolutamente si, siamo tutti pronti – dichiara De Pietri – Siamo consapevoli della nostra forza ma sappiamo anche che in queste partite basta un piccolo errore per mandare in frantumi un sogno. Il gruppo è splendido, composto da ragazzi davvero a posto e giocatori di categoria superiore. Non sarà facile ma ci proveremo».

“Quanta arroganza e cattiveria…”

De Pietri non ha certo dimenticato Vercelli e una stagione, quella scorsa, per certi versi irripetibile. Segue da vicino, tramite i social, le vicende della società e della squadra. Con un certo “dolore”, come lui stesso afferma: «E’ brutto leggere tutto quello che in questi giorni accade a Vercelli, soprattutto dopo l’entusiasmo che si era ricreato negli ultimi mesi della scorsa stagione. Sento e leggo di crisi societaria, di polemiche con il gestore dell’impianto e con il Comune, di comunicati stampa e di conferenze nelle quali si accusano tutti. E’ triste ma al tempo stesso era prevedibile». L’ex capitano gialloverde spiega questa sua dichiarazione: «C’è troppa cattiveria e arroganza da parte della società nei confronti di chiunque, è questa la verità, almeno a parere mio. Facciamo degli esempi? Si lamentano della pulizia della pista e attaccano lo Skating? Nella scorsa stagione, con educazione e rispetto da parte di molti giocatori e dell’allenatore siamo sempre riusciti a risolvere i problemi. Le signore dello Skating non ci hanno mai detto di no. Le docce fredde alcune volte le abbiamo avute anche noi l’anno scorso ma nessuno si è mai sognato di andarlo a raccontare in giro. Abbiamo parlato con lo Skating, cercando di risolvere il problema. Sempre con un sorriso, con educazione e con rispetto. Che, poi, è quello che manca alla società».

“Non esiste una pista pulita in tutta Italia. E Crudeli…”

Continua De Pietri nella sua disamina: «Vogliamo dircela tutta? Non esiste una pista perfettamente pulita in tutta Italia. Quando giocavo a Salerno le mareggiate portavano la salsedine sul terreno di gioco ma lo si puliva senza troppe polemiche. A Scandiano Roberto Crudeli, l’allenatore, era il primo a pulire la pista quando c’era necessità di farlo. E poi mi chiedo perché uscire sui giornali con questa storia a fine stagione…».

“In poche ore distrutto un bellissimo progetto”

De Pietri soffre, lo dice chiaramente, per l’attuale situazione societaria e non lo nasconde, anche con toni sopra le righe: «Purtroppo in poche ore, la scorsa estate, è stato rovinato un progetto che poteva portare lontano. Il pubblico era tornato al palazzetto e c’erano tutti i presupposti per fare davvero bene in tempi relativamente brevi. Invece qualcuno ha voluto essere egoista e questi sono i risultati. Oggi, secondo me, l’Amatori Vercelli non esiste più: ha perso credibilità nel mondo dell’hockey, ha perso pubblico, ha perso sponsor. Credo, e lo dico a ragion veduta, che siano mancato determinati valori quali il rispetto e l’educazione verso gli altri. Magari chiedere “scusa” e non pensare, invece, che si abbia sempre e solo ragione. Ripeto, lo Skating l’anno scorso non ha mai creato problemi, anzi, li ha anche risolti. Perché, mi chiedo, ora starebbero facendo di tutto per intralciare il lavoro dell’Amatori?».

“A dicembre 2017 si rischiava la chiusura se non fosse…”

E’ un fiume in piena De Pietri, che continua dicendo che «mi dispiace moltissimo che oggi vengano infangate persone che invece hanno fatto tantissimo per l’Amatori. Non solo le persone dello Skating, sempre corrette con la squadra e con il tecnico l’anno scorso, ma anche e soprattutto chi ha materialmente dato una mano agli attuali dirigenti per poter terminare, vincendolo, lo scorso campionato. Mi riferisco a Racioppi? Si, esattamente. Voglio dirlo una volta per tutte: se non interveniva lui con il gruppo di sponsor che lo seguiva a dicembre 2017 i giocatori avrebbero lasciato l’Amatori. Nessuno finora ha avuto il coraggio di dirlo e allora lo dico io perché ero il capitano. Lui ci ha messo la faccia, noi giocatori anche, l’allenatore pure. Altri, invece, no. E’ profondamente ingiusto, oggi, scaricare colpe e responsabilità su Skating, Comune, ex giocatori ed ex dirigenti, ex sponsor. Qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza e guardarsi allo specchio. Ripeto, è un dispiacere enorme vedere che a Vercelli l’hockey non ha più futuro perché una piazza del genere meriterebbe molto di più. Però, nello sport come nella vita, ci vuole educazione, rispetto, il saper chiedere scusa e il saper farsi voler bene. Questo non è accaduto».

Articolo di Andrea Borasio da VERCELLINOTIZIE